giovedì 5 gennaio 2017

Ecco perché Renzi ci ha convinto

Storia di un ripensamento: noi i 13 milioni di elettori passati da Bersani a Renzi.




Torno a postare dopo un lungo silenzio durante il quale l'impegno di Matteo Renzi in fatto di riforme istituzionali ci ha fatto cambiare idea su di lui al punto da creargli schiere e schiere di attivi supporter. Ancora nel 2014 molti di noi non avevano alcuna fiducia nelle sue politiche, esasperati abbiamo poi invece notato con meraviglia crescente la serietà dell’impegno renziano per una reale riforma del Paese.

Cosa è accaduto dunque  all’80% del PD, a tanti ardenti Bersaniani che alle primarie non avevano votato per Renzi, né la prima né la seconda volta? 

Il mistero di una capriola ideologica apparentemente inspiegabile  rimanda alla nostra condizione di spirito dopo una battaglia durata vent’anni contro Berlusconi, terrorizzati dall’anomalia democratica, dall’uomo che per impegno finanziario e potere mediatico era tanto “più uguale” degli altri da vanificare le dinamiche della raccolta democratica del consenso presso i cittadini e nelle aule parlamentari. Senza riaprire piaghe dolorose, e ancora non rimarginate, ci si può limitare a osservare ironicamente che se Gesù Cristo stesso raccogliesse le firme per presentarsi alle politiche o alle amministrative, la sua candidatura noi la casseremmo per manifesta oggettiva impossibilità di combattere ad armi pari. Ok poi trattasi di Nostro Signore e dunque con spirito interista Lui lascerebbe vincere Barabba.
 

Dopo vent’anni di soprusi berlusconiani ed esserci imbufaliti davanti allo spettacolo di una Ilda Bocassini costretta a difendersi a Brescia, LEI, e non il frodatore idolo delle folle… Beh, diciamolo, eravamo un popolo con la bava alla bocca. Siamo andati a Roma nel novembre 2011 sperando di udire Bersani promettere a Berlusconi grandine e tempeste. Siamo accorsi sotto il Quirinale quando il più grande lobbista di sempre presentò le dimissioni. Ci siamo avvelenati di rabbia alla decisione Napolitan Bersaniana di rimandare l’appuntamento elettorale per lasciare a Monti il lavoro sporco sugli esodati et similia. Bene noi ce l’avevamo in canna da vent’anni la smacchiatura del giaguaro. 



Vent’anni a caricare lo schioppo ad acqua ragia quando finalmente arrivarono le elezioni politiche in cui avremmo dovuto sparare.
L’esperienza è ben fotografata da un fucile scarico con appeso un turacciolo.
Noi, italiani deberlusconizzati, avevamo “non vinto”.
 

Attenzione, qui bisogna scattare una fotografia: eravamo un’accozzaglia, uniti contro Berlusconi solo dal proposito di dire No a Berlusconi. In questo quadro Matteo Renzi si affacciò alla scena politica nazionale con il suo portato di giovane candidato alla Ruota della Fortuna, con le sue visite ad Arcore, con Giorgio Gori nel novero degli uomini da portare al comando.
A nostri occhi di gente esasperata e delusa con un solo desiderio dire a Berlusconi un NO senza appello, Renzi rappresentava piuttosto un “NI  Forse” e dunque, contro Renzi trionfatore alle primarie, ci strappammo i capelli,  tutti:  le geremiadi su Il Fatto Quotidiano, gli Occupy PD, i mariniani di Roma, i civatiani dalla battuta felice…
Eravamo tutti contro Renzi.
 

Poi è avvenuto un miracolo, un sogno erotico che si avvera.
Renzi nel 2014 diventa Presidente del Consiglio e avvia una fotonica riforma che rivoluziona le logiche elettoralistiche del Paese. 


Fregandosene bellamente di salvare il potere dei piccoli partiti, disegna un sistema istituzionale degno della Mitteleuropa. Consegna agli Italiani il potere di scegliere da chi farsi governare. Stronca alla radice ogni possibilità di governo inciucista. Àncora i governi alle proprie responsabilità nel promettere e nel fare. E nel perseguire il suo disegno è fermo, intransigente, abile, non si ferma davanti a niente e conduce per mano il famoso tacchino verso il Natale. 


Ora siamo tutti CON Renzi.


Attorno a questo progetto abbiamo attraversato lo scacchiere politico fino a collocarci - noi tra i più fieri antagonisti di Berlusconi e dunque sostenitori di Bersani - tra le fila di Renzi e questa volta non per dire “No” ma per dire “Sì” a qualcosa di concreto e risolutivo. 


Ecco spiegata la rivoluzione copernicana. Renzi ci ha dato  un’Italia da sognare, un programma da attuare, uno sviluppo da perseguire. E in definitiva ci ha trasformato da un'accozzaglia in un’esercito con cui le accozzaglie altrui ora dovranno fare i conti.
 

Dopo la campagna per il “Si” al Referendum costituzionale svolta da molti di noi in prima persona, è ora di ricominciare a riflettere pubblicamente davanti ai crocevia di una fase nuova: la scissione del PD, l'evoluzione dell'offerta politica complessiva, le tornate elettorali all'estero, l'Europa del dopo Brexit in un quadro extraeuropeo permanentemente destabilizzato dal medio oriente e dal centr’Asia con corollario di morti e migrazioni epocali.
Saranno di conforto le tante realizzazioni del Governo Renzi da difendere e rivendicare con forza.

- trasformazione popolari in società per azioni
- digitalizzazione della pubblica amministrazione
- ha tolto l'imu sulla prima casa e agli agricoli
- ha provato a levare di mezzo di governi di coalizione frutto di accordi di palazzo
- reato di falso in bilancio (la sua abolizione era stato il primo provvedimento di Berlusconi appena entrato in politica)
- mobilità nell'impiego pubblico (per spostare gli incompententi in posti dove sono competenti)
- reato di danno ambientale che prima non c'era e impediva di sanzionare in modo opportuno gli inquinatori
- ha messo l'Anac di Cantone a vigilare contro la corruzione
- divorzio breve
- pagamento canone Rai in bolletta
- banda larga 

- legge sull'autismo 



 
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